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Lazio da Gustare

LE FOTO DELLA SERATA

 

LAZIO DA GUSTARE

Prelibatezze della Regione in degustazione raccontate dagli stessi produttori.

18 novembre 2015  presso il Ketumbar  di Roma


L’evento “Lazio da gustare” ha proposto un incontro tematico con degustazione per scoprire alcuni dei prodotti più tradizionali della nostra regione. Sono stati  gli stessi produttori a presentare le proprie specialità e le loro caratteristiche a cui è seguita una degustazione guidata con abbinamento di vini per un viaggio tra sapori antichi ed aneddoti inaspettati.

Sono intervenuti:

Massimo Antonini dell’

Azienda Agricola Acquaranda di Trevignano Romano (RM) che ha portato in degustazione il suo prodotto principe, il Caciofiore di Columella, formaggio prodotto con latte di pecora crudo e caglio vegetale estratto dal cardo selvatico (Cynara Cardunculus). Un formaggio la cui origine risale alla notte dei tempi con la prima testimonianza scritta risalente al 50 d.c. da parte dello scrittore latino Lucio Giunio Moderato Columella (da cui il nome) nel suo “De Re Rustica”, viene considerato l’antenato del pecorino romano. Inoltre sono stati gustati anche altri suoi prodotti come la Caciotta di pecora, formaggio a pasta morbida e dal sapore dolce lavorato in maniera esclusivamente artigianale, e l’ottima Ricotta romana lavorata anch’essa in maniera artigianale utilizzando esclusivamente latte di pecora crudo.

Loris Benacquista dell’omonima azienda agricola di Campoli Appennino (FR) che ha fatto conoscere la Marzolina, un piccolo formaggio che un tempo si produceva solo nel primo periodo di lattazione della capra, nel mese di marzo, da cui il nome. Si ricava dal latte di due mungiture coagulato con caglio di capretto. Si può consumare sia fresca che stagionata. Sono stati degustati anche altri suoi prodotti sempre a base di latte di capra come la ricotta al forno.

Mauro Stefanoni dell’Azienda F.lli Stefanoni di Viterbo specializzata nell’allevamento di maiali la cui produzione è totalmente trasformata in azienda in vari prodotti. In occasione della serata ha proposto in degustazione la Susianella, tipico insaccato viterbese, sconosciuto al di fuori della ristretta area di produzione, una rarità tratta da una ricetta che risalirebbe alla civiltà etrusca, ha trovato la sua celebrità tra l’XI e il XV secolo, quando si è diffusa la lavorazione delle frattaglie, deriva infatti dalla trasformazione di cuore, fegato, pancreas, pancetta, guanciale e altre rifilature di carne. Inoltre sono stati degustati la cosiddetta Frusta, ovvero un insaccato che ricorda la luganega stagionata, e il Lombetto stagionato ricavato dalla zona dorsale del suino, una delle parti più magre e pregiate.

Alessandra Borgia dell’Azienda Vitivinicola Pileum di Piglio (FR) che ha proposto uno dei vini più rappresentativi della regione, il Cesanese del Piglio. Derivato dall’antico vitigno autoctono derivante da quelli che venivano vinificati nell’antica Roma. E’ ottenuto da una selezione dai vigneti di loro proprietà e da una accurata raccolta a mano.  Hanno accompagnato i piatti e sono stati raccontati e degustati il Massitium 2012, il Pilarocca riserva 2011 ed il bianco Passerina del Frusinate 2013.

Ilaria Marino dell’Azienda Agricola Biologica Predio Potantino di Proceno (VT) azienda che dedica una parte importante delle sue energie alla coltivazione delle colture biologiche di piante leguminose e cerealicole tipiche dell’Alta Tuscia, rispettando le tecniche e le attenzioni antiche che esse richiedono. Tra i vari prodotti nominiamo l’aglio rosso di Proceno, i ceci del solco dritto, la cicerchia del Predio, farine di farro e di ceci. Per la serata ha fornito alcune tipologie di pane realizzate con farine e ingredienti creativi e biologici e ne ha raccontato le caratteristiche.

Serena Rotolo, sommelier della FIS che è stata la nostra mentore per comprendere al meglio gli abbinamenti e per eseguire una degustazione fatta a regola d’arte.

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